Prendere appunti? Le Mappe Mentali per essere produttivi al massimo!

Prendere appunti con le mappe mentali

“La potenza è nulla senza controllo” recitava il famosissimo spot della Pirelli di metà anni 90 in cui Carl Lewis si accingeva a scattare sui blocchi di partenza con un paio di scarpe laccate rosse tacco dodici. Quando abbiamo uno strumento potente dobbiamo saperlo usare bene e applicarlo con gli strumenti corretti.

Il nostro cervello è una macchina meravigliosa ma se non sappiamo come funziona e come farlo rendere al meglio non possiamo pensare di essere veloci nei pensieri, ricordare facilmente quello che apprendiamo o essere creativi nel trovare nuove soluzioni o nuove idee.

Costruire Mappe Mentali significa organizzare i propri pensieri. Metterli in ordine, dare delle priorità, togliere quello che non serve e renderlo al massimo fruibile e memorabile per il nostro cervello.

Essere nel flusso della concentrazione

Quando apprendi di più? Quando memorizzi di più? Quando ti rimangono in testa ricordi senza sforzarti di usare tecniche o stratagemmi?

Quando sei pienamente presente a quello che stai facendo, immerso nell’ambiente in cui ti trovi, a contatto con le persone che hai davanti. Il trend del momento invece è la distrazione diffusa e in particolare la “Distrazione digitale” che a breve verrà classificata come patologia. Il “sempre connessi” ci porta a togliere l’attenzione da ciò che stiamo facendo e ogni volta ricominciare da capo. Non pensare che io ne sia esente. Mentre sto scrivendo mi sforzo di non guardare il telefono, ho disattivato le notifiche sul computer e chiuso il programma mail, ma il mio cervello ogni tanto ritorna all’idea di ricevere gratificazione dal fatto che qualcuno mi abbia cercato.

Lo stato in cui invece abbiamo il massimo risultato è quello che lo psicologo di origine ungherese, dal nome impossibile da pronunciare, Mihály Csíkszentmihályi chiama “flow”.

Il fluire positivo delle mappe mentali

Stiamo parlando di quello stato in cui tutto scorre facilmente. Se devi scrivere un articolo o un documento, le parole escono da sole e quando hai finito ti chiedi se sei stato veramente tu a scrivere quello. O quel momento durante la corsa in cui le gambe iniziano a girare da sole. O ancora quello stato di grazia in cui ti trovi quando vuoi spiegare qualcosa a qualcuno e ti escono le parole giuste e vedi che la persona ti sta comprendendo alla perfezione.

È una situazione in cui si equilibrano concentrazione, motivazione e gratificazione.

Le mappe mentali favoriscono questo stato perché richiedono al cervello, da una parte, di lavorare con la manualità nel disegnare una struttura, utilizzare i colori e impegnarsi nel costruire piccole immagini significative. Dall’altra concettualmente di selezionare le informazioni, trovare quelle più rilevanti e connetterle tra di loro per formare uno sviluppo di pensiero fluido, organizzato e significativo. Ancora il vedere un progetto comporsi sotto i nostri occhi, un’idea prendere forma e averne una visione globale ci dà soddisfazione e ci stimola ad andare avanti e far fluire le idee.

Così funziona in molte delle applicazioni del metodo dove il nostro cervello è messo nella miglior condizione per svolgere al meglio i suoi compiti. Facciamo degli esempi concreti.

Come prendi appunti durante un discorso?

Sei mai stato ad un TEDx? Frequenti le conferenze o gli incontri in cui c’è una persona che parla e normalmente dice delle cose interessanti e di ispirazione? Cosa fai?
Sei una di quelle persone che si godono il momento, ascoltano e non si preoccupano di ricordare? O se di quelli che scrivono tutto o addirittura registrano e poi a casa sbobinano?

Ognuno ha il suo metodo. E può essere anche efficace. Se per te l’efficacia significa avere a disposizione quel contenuto, hai raggiunto l’obiettivo. Quello che a noi interessa è quanto è efficiente quel metodo? Ovvero di quel contenuto quanto ne hai a disposizione, quanto ne ricordi?
Ecco il dilemma: è meglio avere 100% del contenuto su un blocco note in 20 pagine di appunti o il 20/30% chiaro nella testa per poterlo usare nei propri discorsi, nei propri progetti, nelle proprie presentazioni. Ancora una volta non c’è una risposta univoca, giusta o sbagliata. Dipende dall’obiettivo e da tante altre variabili.

Provando a generalizzare e considerando la quantità di informazioni che riceviamo ogni giorno, ti garantisco che ricordare e avere chiaro in testa anche solo il 20% di un concetto, di una teoria è davvero una carta vincente.

Sei in modalità attiva o passiva?

Quando ci mettiamo concentrati ad ascoltare e trascrivere tutto quello che una persona sta dicendo siamo molto concentrati ma ci troviamo in una modalità di apprendimento passivo perché non vogliamo perdere nemmeno una parola. Immaginati come fossi un registratore. Questo significa che non abbiamo l’energia mentale per processare e di conseguenza memorizzare i concetti mentre li stiamo trascrivendo.
Cosa fai quando torni a casa dopo aver preso pagine e pagine di appunti per ricordare le informazioni a lungo termine? Se sei diligente e vuoi valorizzare al massimo le risorse investite, riprendi in mano gli appunti e sottolinei, sintetizzi, schematizzi. Ovvero processi e organizzi le informazioni in modo che siano memorabili, che il tuo cervello veda le informazioni connesse e relazionate in modo che siano per te più comprensibili. In poche parole, le rendi tue.

Seleziona, fissa e memorizza

L’utilizzo della mappa mentale per prendere appunti ti costringe produttivamente a fare da subito il lavoro che faresti a casa, ma fatta dal vivo. Mentre ascolti la persona che ti sta trasferendo delle informazioni, se non sei totalmente occupato a catturare ogni parola, hai la possibilità di pensare a quello che sta dicendo, selezionare le parole chiave che più hanno significato per te e trasferirle sul ramo di una mappa.
Ancora di più la struttura a rami ti permette di vedere mentre ascolti le relazioni tra i concetti e creare quelle connessioni, disegnando i rami secondari della mappa e trasferendo li le idee connesse, che ti permettono di memorizzare facilmente lo sviluppo dell’argomento.

Mappa mentale principi di memoria
La Mappa Mentale che indica come il cervello ama memorizzare

Ripassa a colpo d’occhio

Adesso capisci perché creare mappe mentali mentre prendiamo appunti è altamente produttivo: siamo attenti e possiamo vivere al massimo l’evento a cui stiamo assistendo, memorizziamo subito una buona quantità di informazioni e in particolare quelle che riteniamo più importanti perché le processiamo seduta stante, non investiamo del tempo a casa a schematizzare per memorizzare, anzi a casa ci basta prendere in mano il foglio su cui abbiamo realizzato la mappa per ripassare quanto incamerato anche grazie alle emozioni legate al momento vissuto con grande concentrazione.

Il Live Mind Mapping

Tutto quanto ti ho raccontato spiega perché sta diventando una prassi consolidata quella di andare alle conferenze a registrare graficamente gli interventi degli speaker durante i loro discorsi.

Vedere la Mappa Mentale costruirsi mentre le persone parlano facilita moltissimo il meccanismo di ricostruzione del pensiero che il pubblico fa nella sua testa, proprio perché possono vederlo fatto da qualcun altro in modo semplice, chiaro e schematizzato.

Finito l’intervento la prima cosa che le persone fanno è venire a fotografare la mappa da vicino, perché dà loro la sicurezza di avere un riassunto schematico ed espressivo di quanto hanno ascoltato.

Questa pratica io la chiamo “Live Mind Mapping”. Ti invito a provarla!

Vedrai come il tuo cervello, dopo un po’ di pratica, si divertirà a vedere un discorso, una lezione, un intervento mappato e sintetizzato e soprattutto quanto sarai contento tu di aver trovato un metodo per prendere appunti in un modo divertente e produttivo.

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